Torre della Targia - Memorie Storiche Melyblensi

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Torre della Targia

Umanistica > Archeologia > Torri d'avvistamento
Targia (Torre della)
Alcuni antichi autori [MASSA, VILLABIANCA, CASTELLI] chiamano la torre "Targetta", probabilmente per distinguerla dal complesso poco distante che gli stessi denominano Targia, confondendolo con la regia solatia o Palatium Siracusarum, uno dei soggiorni reali di Federico II di Svevia. Notizie prive di fondamento storico vogliono che esso "fu già in tempo dei Saraceni il castello Pentargia, disfatto già dal Conte Rogeri" [MASSA, V. II, 329] conseguente a tale notizie si ritiene che abbia dato il nome al feudo Targia. 
La struttura è raggiungibile, attraverso una stradina a sinistra in dirazione di Siracusa, al km 150,500 della SS 114. Lontana circa 800 m. dal litorale, in passato pare che sia stata teatro di ripetute incursioni barbaresche che miravano a depredare l'ubertoso contado siracusano.

Notizie storiche: Pochissime sono i riporti degli autori sulla torre, a parte semplici indicazioni di carattere topografico. Una attestazione proviene da una lapide marmorea, visibile su di un fronte:

CONSALVUS DE OROBELLIS
ET MONPALAO ME FUNDAVIT
IN HOC LOCO SOLATIORUM
REGNANTE CAROLO V
IMPERATORE ANNO A PARTU
VIRGINIS M.D.L.

Da quanto si può leggere, sappiamo che la struttura difensiva apparteneva ad una nobile famiglia spagnola, trasferitesi a Siracusa nel XIV secolo.
La torre a pianta quadrata di m. 7,60 per lato, ha un impianto volumetrico essenziale. Le pareti perpendicolari sono ricoperte da manto uniforme di intonaco, zoccolo e contrafforti di rinforzo ai cantonali nella zona basamentale. Costituita da una porta d'accesso al piano terra e da quattro finestre centrali nelle pareti di primo piano; la terrazza provvista da copertura asimmetrica della scaletta, forse un tempo era provvista di merlatura. Unico elemento funzionale di decoro architettonico è la caditoia o piombatoio a protezione della porta d'ingresso, sorretta da due robusti mensoloni a tripla modanatura.

Bibliografia:
S. MAZZARELLA - R. ZANCA, Il libro delle torri, Ed. Sellerio, Palermo, 1983, pp. 278-280.
L. DUFOUR, Castelli, torri e forti del siracusano, Ed. A. Lombardi, Avola, 2000. pp. 64-65.

   

 
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