Torre Avalos - Memorie Storiche Melyblensi

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Torre Avalos

Umanistica > Archeologia > Torri d'avvistamento
Avalos (Torre)
Chiamata dal MASSA in modo corrotto torre di "Avola", oppure con altredenominazioni storpiati di: "Avolos" e "Avila". L'origine del nome è tratto da Ferdinando di Avalos, Marchese di Pescara, vicerè dal 1568 al 1571, che ne volle la costruzione.
Notizie storiche: Nel 1551, a seguito di uno di questi violentissimi assalti, Filippo II di Spagna decise di rafforzare con una serie di fortificazioni il versante orientale siciliano. Furono quindi a metà del secolo, dopo che la Città fu ricondotta al Regio Demanio, costruiti i forti Garcia e Vittoria, pochi anni dopo, nel 1570, la torre fortificata chiamata D’Avalos, come già sopra detto, dal nome di Francesco Ferdinando Avalos - d'Aquino Marchese di Pescara, vicerè del tempo.
La fortificazione venne concepita con Un'inusuale conformazione a settore circolare di 280 metri circa di circonferenza, a due livelli: nel primo trovavano collocazione potenti cannoni con gettata superiore a quelli in dotazione alle navi a difesa della fortezza e del porto, mentre il secondo aveva funzione di avvistamento.
Su quest’ultimo si ergeva infatti una torre elicoidale, sulla cui sommità era posta una lanterna di segnalazione. In questo modo chiunque avesse voluto conquistare la città, doveva prima riuscire a superare i colpi che partivano dalle bocche di fuoco fuoriuscenti dalle cannoniere poste intorno alla Torre, e comunque sarebbe stato avvistato ancora al largo grazie alla presenza della vedetta sopra rialzata.
Il 17 agosto 1675, Augusta viene assediata dalla flotta francese al comando dell’ammiraglio Vivonne. Una squadra composta da 12 galee e e sei vascelli al comando di Tourville comincia l’attacco alla torre d’Avalos.
Il combattimento dura pochissimo: meno di tre ore. Il comandante del forte viene ritenuto responsabile della presa di Augusta per la sua scarsa resistenza che aveva provocato la disarticolazione delle difese e la demoralizzazione delle truppe. Verrà condannato a morte e giustiziato.
La permanenza dei Francesi ad Augusta fu breve: si concluse il 18 marzo 1678, con il cessare della "Guerra d'Olanda" combattuta da Francia, da una parte, e un’alleanza tra il Brandeburgo, il Sacro Romano Impero (non quello di Carlo Magno ma quello che storicamente è il Primo Reich), provincie unite d’Olanda e Spagnba dall’altra.



Prima di abbandonare la rada, i Francesi, in segno di sfregio, minano il forte causando il crollo di parte della fortificazione e dell’intera lanterna che fungeva da faro, e come bottino di guerra prendono le campane di bronzo delle chiese, prerogativa dell’artiglieria dopo un assedio.
È chiaro che la sorte di Augusta come città fortificata cambia radicalmente all’indomani della guerra. La città diventa a partire dal 1671, insieme a Messina, il centro delle attività di Carlos De Grunembergh. Torre Avalos viene restaurata:
Viceré Benavides fece ricostruire le parti danneggiate della torre e perfezionò la fortificazione. Fu la prima di una serie di diverse ricostruzioni della torre, come testimonia una lapide ancor oggi esistente: la lapide, sormontata dallo stemma del vicerè, dice:

D.O.M.
Carolo II Hispaniorum ac Siciliae Rege
Don Franciscus Benavides Comes
Santiestevan Siciliae Prores Turrim
Olim a Piscario Extractam a
Gallisque regnum desetrentibus
Mutue usque ad fundamentam delatam
At antiquam miliorem formam
Restituere curavit – anno 1671

Nel 1693 un terremoto danneggiò la torre e distrusse la lanterna ma fu subito ricostruita e la lanterna ripristinata e nel 1736 la torre assunse funzioni doganali ma non perse mai la sua efficienza militare fino all’epoca borbonica.
Nel 1823, lo scoppio accidentale della polveriera mutilò il forte lungo il semiarco di ponente, mai più ricostruito.
Si provvide però a restaurare la torre, portandola all'altezza di 26 metri, per aumentare la portata della lanterna fino a 14 miglia.
Nel 1866 la fortificazione perse il suo compito di fortino militare e fu affidata al Demanio.

Bibliografia:
G. CASSISI, Torre Avalos, Augusta, 2012.
S. MAZZARELLA - R. ZANCA, Il libro delle torri, Ed. Sellerio, Palermo, 1983, pp. 285-286.
L. DUFOUR, Castelli, torri e forti del siracusano, Ed. A. Lombardi, Avola, 2000. pp. 41.












 
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