L'Aglio - Memorie Storiche Melyblensi

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L'Aglio

Scientifica > Botanica > Piante officinali degli iblei
L’aglio la tua vita può salvare
Anche se puzza lo devi sopportare
Da tutti i mali ti può risanare
Non badare se gli occhi ti fa strizare."
J. Harrington


Nome scientifico: Allium Sativum L.
Nome comune: Aglio
Nome dialettale: Agghiu

Etimologia: Allium che è il nome latino di questa pianta deriva da un termine celtico "all" che significa pungente, caldo, in riferimento all’odore e sapore; sativum dalla contrazione del termine  latino seminativum che significa "che si può seminare o coltivare”.

Origini e cenni storici:  Il luogo di origine dell'aglio è controversa: secondo Linneo (naturalista svedese vissuto nel XVIII secolo) è la Sicilia; per altri è il deserto del Kirghisi; per altri ancora la specie cresce spontanea solo in India e in Asia Centrale. Nel corso della storia, di quasi tutte le grandi civiltà, l’aglio è sempre stato considerato sia un cibo che un rimedio, in Cina era usato in cucina da più di 2000 anni avanti Cristo, mentre la prima citazione finora nota dell'aglio è stata trovata nel Codex Ebers, un papiro egiziano datato 1550 a.C. contenente un centinaio di ricette terapeutiche, dove viene citato per preparare circa 20 diversi medicamenti per combattere numerosi disturbi tra cui il mal di testa, vermi, punture d’insetti, ipertensione ed i dolori in genere. Spicchi d'aglio trovati nei tesori della Tomba di Tutankhamon testimoniano la grande importanza che questa pianta aveva nelle abitudini degli egizi. Fra gli altri usi veniva utilizzato anche per il suo effetto tonico; per la capacità di migliorare la resistenza e la forza. Pasti a base d’aglio e cipolla erano il nutrimento degli schiavi che costruivano le piramidi.
Numerosi riferimenti dell’uso medicinale di questa pianta sono stati fatti da Aristotele, Ippocrate (considerato il padre della medicina 460 – 377 a. C.), Aristofane e dal naturalista romano Plinio il Vecchio che nel suo famoso Historia Naturalis (77 d.C.) lo cita per le sue proprietà terapeutiche  in non meno di sessantuno rimedi a base d’aglio. Veniva raccomandato per trattare infezioni, problemi respiratori e digestivi e per la mancanza di energia.
I Greci durante i primi giochi olimpici, lo somministravano agli atleti come sostanza stimolante.
Nel Medioevo fu usato anche per combattere la febbre, la sordità e come antisettico, inoltre i medici di quell’epoca usavano delle maschere protettive imbottite d’ aglio per proteggersi contro varie affezioni, ma soprattutto contro la peste.
Durante la prima guerra mondiale, i soldati russi portavano nei loro zaini un’abbondante quantità d'aglio che al bisogno utilizzavano sulle ferite per evitare che si infettassero.
Nel 1858 Pasteur definisce le proprietà antisettiche di questa pianta e nei primi anni del 1900 Albert Schweitzer (Premio nobel per la pace nel 1952 che ha dedicato la sua vita alle missioni in Africa) lo utilizzava in Africa per combattere la dissenteria. Successivamente fu impiegata anche per combattere epidemie di tifo, difterite, tubercolosi e perfino colera. Nel 1918 durante la terribile influenza denominata “la spagnola”, che colpì l’Europa, in molti paesi si ricorse all’uso dell’aglio per cercare di arginare l’epidemia.

Descrizione della pianta: L'aglio, è una preziosissima pianta erbacea perenne (ma viene coltivata come annuale), bulbosa. Le radici, nella pianta adulta, sono cordiformi e superficiali (non si approfondiscono oltre i primi 30 cm di terreno). Il bulbo (denominato anche capo o testa) è composto dagli spicchi o bulbilli (5-14) attaccati direttamente sul fusto, ridotto alla base ad un piccolo disco di 2 - 3 cm di diametro, chiamato anche girello o cormo, che in altezza può raggiungere i 60 -80 cm. Il bulbo è avvolto da una serie di foglie metamorfosate, dette anche “tuniche sterili” per la loro funzione protettiva, che si originano dalla base. Le foglie si formano avvolgendosi l'una all'altra per un lungo tratto, tanto che spesso vengono scambiate per il fusto cilindrico che sostiene lo scapo fiorale. La parte della foglia non avvolgente ha la forma appiattita ed è cava, può misurare in larghezza fino a 3 cm, termina con una punta acuminata. I fiori, quando si formano, sono raccolti in una infiorescenza ad ombrella, sono piccoli portati da dei corti peduncoli, di colore bianchi tendenti al rosso-rosa e spesso non si aprono ed abortiscono ancora in bocciolo. I semi, si formano molto raramente, la pianta si riproduce per bulbilli.  Esistono numerose specie tra cui: vineale, ursinum, fragrans, oreaceum, la più coltivata risulta essere la sativum, della stessa esistono varie cultivar che prendono il nome dalla regione, città o paese che l’ha selezionata, esiste comunque a tunica bianca (bianco calabrese, bianco piacentino) o rosata/rossa (rosa napoletano, rosso di Sulmona). L’aglio rosso è il più pregiato perché più ricco di principi attivi. Nella nostra Sicilia l’aglio rosso di Nubia, frazione del comune di Paceco (TR) è uffialmente inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).

Fiori di Allium Sativum

Proprietà nutritive: è costituito per l'80% da acqua, si trovano proteine, lipidi, carboidrati e fibre. Sono presenti i minerali tra cui sodio, potassio, ferro,  calcio, fosforo,  magnesio, iodio e ferro; sono presenti tracce di zinco, manganese, selenio. Alcune vitamine fra cui la A, la B, la C, in piccolissima parte troviamo anche la E e la K, infine anche la PP. Inoltre contiene sostanze ormono-simili ed enzimi (lisozima e perossidasi).

Principi attivi: alliina che si trasforma in allicina (ad attività antibiotica), composti organo-solforici che derivano dall’ossidazione dell’allicina tra cui il diallil solfuro (DSA), diallil disolfuro (DSAD), e ajoene, garlicina, zolfo, silicio, vit. A, B, C, tiocianati, fruttosani.

Proprietà terapeutiche: molte delle presunte virtù attribuitegli in passato dalla tradizione popolare oggi sono state confermate dai moderni studi scientifici. La prima vera prova scientifica delle proprietà dell'aglio risale al 1858, quando il chimico e biologo francese Louis Pasteur scoprì la sua efficacia nel bloccare la riproduzione di batteri nocivi e quindi la sua proprietà antibiotica. Questa proprietà fa dell’aglio un’ottimo alleato contro vari tipi d’infezione che riguardano sia l’apparato respiratorio (raffreddori, influenza, bronchiti) che l’intero organismo. Diverse ricerche hanno evidenziato l’utilità nella lotta a numerosi microorganismi patogeni, verso i quali l’efficacia degli antibiotici di sintesi va sempre più riducendosi a causa dello smodato uso che se ne fa (1mg di allicina corrisponde a 15 Unità Oxford di penicillina). Si è rivelato efficace contro l’Escherichia Coli (infezioni intestinali e urinarie); vari tipi di salmonella (che possono infettare non solo l’intestino ma possono propagarsi ad altri organi) fra cui la pericolosa Shigella Dysenteriae che causa dissenteria bacillare, gastroenteriti, sfinimento e a volte anche febbre. L’aglio nonostante sia un potente battericida non uccide la flora batterica intestinale ma ha su di essa un’effetto regolatore  e di riequlibrio, in quanto frena il moltiplicarsi dei batteri pericolosi.
Agisce contro agenti parassitari quali tenia, ascaridi, ossiuri ed ha anche una notevole azione antivirale ed antifungina (specie nei confronti della Candida Albicans).
Inoltre stimola in modo aspecifico il sistema immunitario aumentando la fagocitosi di organismi invasori e cellule anomale, si trasforma quasi in natural killer. Questa proprietà eleva l’aglio a “chemiopreventivo naturale” (termine attribuitogli dal Natural Cancer Institute degli U.S.A.). Le sostanze fitochimiche  in esso contenute inibiscono l’attività delle cellule tumorali, studi scientifici confermano la riduzione di cancro allo stomaco e dell’insorgere di polipi pre-cangerosi nell’intestino crasso, oltre che in altri organi e apparati.
Un’ altra proprietà dell’aglio è la capacità di fluidificare il sangue di conseguenza agisce sul sistema cardio circolatorio e previene le trombosi, l’arteriosclerosi (ispessimento e ridotta elasticità delle arterie) l’aterosclerosi (accumulo di sostanze grasse sulle pareti interne delle arterie, fra cui il colesterolo). Studi di ricercatori tedeschi hanno evidenziato l’efficacia dell’aglio nel fluidificare il sangue e nell’evitare l’aggregazione piastrinica, oltre che a sciogliere i grassi, agisce sul colesterolo e trigliceridi, e dilata i vasi sanguigni. E’ stato notato, proprio per le proprietà “ripulitrici” dell’aglio benefici effetti anche nelle malattie degenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.
Sintetizzo altre proprietà riconosciute all’aglio: tonificante,  aperitivo, digestivo, colagogo, espettorante, febbrifugo, ipotensivo, ipoglicemizzante, diuretico, antiartritico, antireumatico, antiossidante. E’ utilizzato anche per le vertigini e i capogiri, i ronzii alle orecchie, le vampate di calore, l’emicrania, il mal di denti, le eruzioni cutanee, le punture d’insetti e perfino contro i calli, le verruche e le piaghe.
Parafrasando possiamo dire che l’aglio è in grado di schiacciare ben di più che spiriti cattivi e vampiri!
E’ chiaro che l’aglio da solo non risolve tutti i problemi e tutte le malattie, ad esso deve essere associato un sano stile di vita, una sana alimentazione e un sano equilibrio psichico-fisico, ma sicuramente giova a mantenerci più in salute e attivi.
Molti tumori si originano dalle nitrosammine, sostanze chimiche tossiche prodotte dalla flora batterica intestinale a partire dagli additivi alimentari, che si utilizzano come conservanti soprattutto nei prodotti a base di carne, come salumi e salsicce, dai residui dei trattamenti diserbanti e dei pesticidi usati per coltivare frutta e verdura e da altre sostanze inquinanti che assumiamo o respiriamo più o meno consapevolmente.
Le molecole che più delle altre hanno capacità antitumorale sono il diallil solfuro (DAS), il diallil disolfuro (DADS) e l’ajoene che sono una trasformazione dell’allicina che a sua volta è data dall’alliina, costituente principale dell’aglio.

Impiego terapeutico: la preparazione più semplice, gustosa e terapeutica è sicuramente quella dello spicchio d’aglio strofinato su un bruschetta condita co un filo d’olio (come vermifugo) o del composto ottenuto riducendo gli spicchi d’aglio in crema condito con olio e sale e spalmato su fette di pane integrale (come disinfettante intestinale). Ma può essere utilizzato (a secondo la necessità) anche come decotto, tintura, sciroppo, vino, succo, balsamo, liquore, infuso, cataplasma, unguento, maniluvi, pediluvi e frizioni. Esistono in commercio integratori a base d’aglio sotto forma di opercoli, compresse, perle gelatinose, compresse, capsule, etc. Le preparazioni più sicure, dagli effetti più controllabili, dal punto di vista farmacologico e tossicologico, anche perché standardizzate, sembrano essere quelle a base d’aglio invecchiato. Ma l’aglio fresco resta quello più efficace per ottenere effetti terapeutici quasi immediati.

Curiosità : In Egitto l’aglio era più prezioso di uno schiavo: con sette chili se ne comprava uno, ma bisognava acquistarne quintali per assicurargli la dose necessaria a dargli le forze per lavorare.

Note di cultura popolare: Si credeva anticamente che bastasse appendere una treccia d’aglio nelle stanze per potere allontanare le streghe i vampiri e gli spiriti del male.

In Sicilia, una delle tante formule scaramantiche legate all' uso dell’aglio era:
Cui tri nomi dilla Crozza
Patre e Figghiu e Santu Spiritu,
sutta l’occhiu di Maria
cu la Crozza supra a panza
u spicchiu d’agghiu,
guccieddra d’ogghiu,
cacciu i vermi nell’Infernu. 
[La crozza è la pietra, guccieddra è la goccia di olio]

Un sonetto di Aldo Fabrizi sull’aglio:
"Se la cipolla è la regina, l’Ajo
è un Re, sia cortivato che servatico,
come medicinale è un antiasmatico
e cura mar de stommico e travajo.
 
 Si pè li baci rippresenta un guaio,
pè li bacilli è un acido muriatico,
in più è depurativo, antireumatico,
e chi nun l’usa spesso, fa ‘no sbajo.
 
Mi madre me metteva, da pupetto,
‘na collanina d’aji intorno al collo
e poi me ce mannava puro a letto.
“Li vermini” diceva “so birboni,
e l’ajo, fijo, è l’unico controllo
che non li fa salì ne li pormoni”

Simbolismo: L’aglio simbolicamente rappresenta l’energia che allontana influenze maligne, molto probabilmente per il suo forte odore. Mentre i fiori d’aglio che si presentano in sontuosi globi e nello stesso tempo piccoli e delicati, sono simbolo di abbondanza e prosperità. Non a caso, commento io, perché il suo uso allontana tanti mali e l’abbondanza delle sue proprietà terapeutiche donano sicuramente prosperità e salute!

Giorgia Savasta © 2014


Bibliografia utilizzata:
AA.VV., Medicina verde – Erboristeria, Ed. European Book, Milano, 2000, pp. 71-72;
M. Messèguè, Il mio erbario, Ed. Arnoldo Mondadori, Milano, 1980, pp. 33 - 39;
L. Costacurta, La nuova dietetica, Ed. Medicina naturale s.n.c. 1995, pp. 203 - 205;
R. Bèliveau - D. Gingras, L’alimentazione anti - cancro, Sperling e Kupfer editori, Milano, 2006, pp. 82 – 83;
E. Bortolini, Curarsi con l’aglio. Uso terapeutico e gastronomico, Hermes edizioni, Roma, 2003, pp. 29 - 51.
 
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