Floridia - Memorie Storiche Melyblensi

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Floridia

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Storia di Floridia
La storia di Xiridia, oggi Floridia, si perde nella notte dei tempi. Essa andò formandosi con la storia delle varie dominazioni avute in Sicilia, e purtroppo, proprio a causa di tante guerre e distruzioni nulla ci pervenne ai nostri giorni, e se qualcosa si è potuto ricostruire lo dobbiamo al caso e alla perspicacia del grande archeologo Prof.  Paolo Orsi che, con certosina pazienza e profondi studi, ha potuto dare un volto ed una spiegazione a ciò che nel tempo si è rinvenuto nel territorio di Xiridia di cui ci occupiamo.
Nel marzo del 1909, in contrada detta Tabaccheddu, affiorarono, durante alcuni scavi per la sistemazione del suolo, alcune sepolture sicule che furono, dagli stessi cavapietra, saccheggiate senza che si rendessero conto del grande valore storico-archeologico di quella scoperta. Per fortuna fu avvisato in tempo il Prof. Paolo Orsi il quale poté, senza dubbi, constatare che si trattava proprio di tombe sicule con ingresso a pozzetto in banchi di calcare arenario, tipico in tali ritrovamenti, e in una di esse fu rinvenuto un vaso miceneo di creta depurata, dalla forma a calamaio e di colore giallo-pallido con fregi sul marrone classificato al terzo periodo miceneo. Secondo il Prof. Orsi, doveva esistere, nei pressi di Floridia, una necropoli che egli, dal tipo sepolcrale, dal vaso miceneo e dai cocci siculi rinvenuti, classifica appartenenti alla fine dei Il periodo siculo, ossia nel XIV-X sec. a.C., ciò anche tenendo presente la posizione orientativa delle tombe e lo spostamento di quei popoli dalla costa all'entroterra.  Da ciò deduciamo che il territorio di Floridia, che allora si appellava Xiridia, era abitato sin dai tempi più remoti dai siculi primitivi, i quali solo con la venuta dei Greci in Sicilia iniziarono una certa civilizzazione, prima con l'assimilarsi e poi, con l'andar del  tempo, anche a congiungersi in matrimoni sino a diventare un solo popolo.
Nel 413 a. C. nel territorio di Floridia si accamparono le armate ateniesi comandate da Nicia e in quel periodo furono certamente profanate le tombe sicule, già sopra menzionate.

Del periodo romano poche e frammentarie notizie ci sono pervenute; ci risulta che molte famiglie romane avevano stabilito la loro residenza nel territorio floridiano perché dovizioso di fresche acque e di aria salubre, si fecero costruire bellissime ville delle quali sono stati rinvenuti alcuni ruderi e pezzi rari, come la magnifica statua in marmo di Bacco inghirlandato, scoperta nel 1892 in contrada Vignalonga, e i pilastri trovati in contrada Monasteri, di proprietà del Barone Catalano. I due rinvenimenti archeologici si conservano nel Museo Paolo Orsi di Siracusa.
Una sensazionale scoperta fu fatta dal Prof. Paolo Orsi il 16 ottobre del 1909 nell'ex feudo detto  Monasteri Soprano a circa 3 Km. dall'abitato di Floridia; si trattò di una grande necropoli cristiana a fosse campanate, munite di capezzale e chiuse da grossi massi monoliti.  Molte di esse erano state violate, ma una ventina di esse erano ancora intatte ed in esse furono rinvenuti scheletri cori i resti di un modesto corredo di vasellame, mentre più abbondanti erano le scodelle, i boccaletti e qualche anforetta di creta chiara locale.  In alcune tombe vi trovarono alcune fibbie in ferro e in altre in bronzo, vi rinvennero pure cocci di una fiaschetta di vetro e piccole monete erose dei periodo Costantiniano. In un loculo, che conteneva 12 scheletri, furono rinvenuti un piatto, bronzetti logori di cui uno venne identificato come appartenente al periodo di Costantino Magno.  Secondo il Prof. Orsi, questa necropoli risalirebbe al IV sec. d.C. e l'abitato, del tipo rustico che ivi preesisteva, doveva estendersi per parecchie centinaia di metri e dovette resistere anche nei successivi secoli; ciò è dimostrato dagli 'avanzi di pietre calcari scolpite rinvenute successivamente, che raffiguravano un pluteo con croce a rilievo il quale, composto nella sua primitiva forma, appariva come un'ara, quindi c'era colà una chiesa, e se così fosse stato, certamente la parola «Monasterio» non sarà stata data a caso, e allora è evidente che in quel sito dovette esserci un tempo un luogo cristiano con relativo altare dal quale po-scia scaturì il nome della contrada che oggi si chiama «Monasterio».

Le campagne di Xiridia erano un tempo pregne di ville romane, ma fu scoperto dal Prof.  Orsi che vi erano anche delle fattorie che poi divennero villaggi agricoli, i quali, ingrandendosi, presero poi forma di Borgo e da qui scaturì, prima lo scorporo dal feudo di Monasteri, poi il riconoscimento del nome e del territorio (1297) ed, infine, la fondazione del paese per opera del Barone Don Lucio Bonanno di cui ci occuperemo in seguito.
Il Gaetani, nella sua opera Sicilia Nobile, vol. 11, pag. 49, così scrive:
"Fassi questa (Floridia) vedere su deliziosa pianura della città di  Siracusa. E' baronale col mero e misto imperio. Dicevasi anticamente Xiridia, ed era Villa Reale dei Re di Sicilia",
 e ancora in seguito così si esprime:
"La terra di Floridia, in alcune antiche scritture, vien decorata col titolo di Città, ed in altre col titolo di Villa Cesarea". 
In un altro passo afferma:
" Fu un tempo feudo di Corrado di Camera". 
Infatti il primo a possedere questo feudo fu proprio un Corrado Camerario nel 1130 e, alla di lui morte, non lasciando credi, il feudo passò sotto il Regio Demanio.
Il 16 aprile del 1297 il Re Federico II d'Aragona concesse al Milite Gìlle de Assin il Casale di Floridia1.
"... Regis Federici privilegio dato Messane XVI Aprilis V Inditionis 1297"

Nell'opera "Capibrevidel Barberi si fissa al 16 aprile 1297, con l'Indizione V data da Re Federico II d'Aragona al milite Gilio de Assyn in Messina , la nascita del feudo XIRIDIA, scorporato dal territorio di Monasteri. Riportiamo qui di seguito parte del documento:
"Casalia sive feuda Xiridia et Monasteria nuncupata, in valle Nothi et territorio Siracusano existentia, solacia regia ac demanalia Regie Curie antiquitus fuerant, et quodam tempore per Corradum de Cammera, sub certo militari servicio, ex concessione sibi per Regiam Curiam facta possessa fuere. Defuncto postmodum dicto Corrado Camera, ipsa duo Xiridia et Monasterium casalia Regio Demanio per manus Vicesecreti Siracusarum nomine Regie Curie iterum restituta fuerunt. Iterumque per Serenissimum Regem Federicum tercium alterum ex ipsis casalibus,
puta Xiridia, quondam Cilio de Assyn militi et suis heredibus eius de corpore legitime descendentibus, iure Francorum sub consueto militari servicio concessum extitit...; 
... fidelitate nostra nec non Constitucionibus dicti domini fratris nostri  et nostris predicto servicio ac Curiae et cuiuslibet alterius iuribus semper salvis etc.: quemadmodum in ipsius Regis Federici privilegio dato Messane XVI° Aprilis V Inditionis 1297.
... Ipsoque Gilio de Assyn decedente, dictum feudum sive casale Chiridia ad quondam Paulam, olim uxorem quondam Ioannis de Perno Siracusani, recta, ut asseritur, et legitima linea pervenit."
Da Gilio d'Assyn, la discendenza dei feudatari passa attraverso i Perno (a sinistra lo Stemma), Bonaiuto,Bonanno fino ai Migliaccio. Sulla scorta di questi documenti, pubblicati in un pregevole libro del principe Bruno d'Aragona dal titolo "Xiridia Dilecta",  l'Amministrazione ha proposto lo stemma  di Floridia pentainquartato con la rappresentazione dello stemma delle famiglie feudatarie e sovrastato dall'emblema della casa del re Federico II d'Aragona.
Nel registro del Mugnos si legge, tra i baroni siciliani obbligati al servizio militare, il nome di Guglielmo d'Asso, figlio di Gillio che nel 1342 era successo nel governo del Casale di Floridia, già appartenuto al di lui padre.
Il 17 novembre del 1396 il Re Martino conferma il feudo di Floridia a Paola Gilio d'Asso in Perno. 
Deceduta Paola, nel 1408 troviamo possessore di Chiridia (Floridia),  il figlio Guglielmo da Perno, già Capitano di Giustizia, Consigliere Regio, Avvocato fiscale e Giudice della Regia Gran Corte, che lasciò importanti scritti di diritto. 
A Guglielmo Perno successero Valore (1453), Bernardino (1486), un altro Valore (1503). 
Nel 1552 troviamo feudatario un Giovanni Nicolò Perno, succeduto al Barone Girolamo suo padre, e possiamo confermare che i Perno amministrarono per ben due secoli il feudo-Casale di Floridia, dopo di che il feudo passò ai Nobili Bonajuto di cui Donna Flavia  sposò Lucio Bonanno che divenne feudatario intorno al 1600.
E riferendoci a quanto ha scritto il Curcio circa il sito, le cascine e la vita del Casale di Floridia, nel 1500, riportiamo testualmente la sua descrizione:
"Impossibile conoscere se i predecessori l'avessero o pur no abbellita, ma è certo che allora era incantevole assai. Due alte e serrate file di pioppi, dal cancello al Casinò, fiancheggiavano il viale di entrata, dilungantosi sotto un magnifico pergolato di zibibbo. Un gruppo di cascine, strette le une alle altre, e abitate da gente che lavora il feudo, costituivano il Casale, di cui è spesso menzione nei privilegi concessi ai singoli Feudatari. La domenica, com'è vivo costume nel floridiano, quei pochi e semplici villani ascoltavano messa in un piccolo oratorio consacrato a Santa Flora. In suo onore improntavano ogni anno nel mese di maggio, una festicciola del tutto campestre; le pienotte villanelle, con l'irresistibile mimica dell'odalisca, ballavano alla cadenza del tamburello l'espressivo fandango. Ma in che maniera, poi, avesse luogo la cerimonia chiesiastica, non è arrivato fino a noi: pare, non di meno, che i fiori avessero gran parte come ornamento... Traversava anticamente il Villaggio una strada vicinale, che, passando davanti all'oratorio di Santa Flora, da cui tolse il nome, riusciva allo Schittu. S'innestava, indi, al tramite di Vignalunga, e così manteneva frequenti i rapporti di commercio fra Noto e Sortino. 
La vanedda di Santa Flora, infatti, fu quella dove sta relegato il pubblico abbeveratoio, e il fondo del Giardino corrispondente precisamente alla località dell'antica Villa. In un solo di quegli annosi pioppi e nell'arme municipali resta affermata la randagia tradizione di queste memorie". 
Il Curcio non menziona il Castello floridiano di epoca Normanna-Sveva, periodo in cui il castello era un normale concetto di difesa e di resistenza nobiliare dei feudatari del luogo.
Nel 1604 il Barone Don Lucio Bonanno e Colonna chiedeva al Senato di Siracusa l'autorizzazione a poter costruire, nel suo feudo di Floridia, altre case a quelle già esistenti, in modo di ingrandire l'abitato e dargli forma di Borgo, fermo restando i diritti economici e legali da svolgere sempre a Siracusa. 
La richiesta fu accolta il 1° giugno del 1626 con il patto di inalterabilità di tutti i diritti che Siracusa godeva in Floridia. Ma l'autorizzazione del Senato Siracusano non bastava, occorreva anche il consenso dei Re, e tale consenso giunse da Palermo a Siracusa il 31 marzo del 1627 e consegnato al Barone Bonanno il dì del 6 maggio dello stesso anno.
L'iniziativa del Barone Bonanno apparve a tutti eccellente e l'esempio fu seguito da altri nobili che si decisero a dare inizio a nuovi Borghi nelle loro terre, e precisamente il Barone Don Giuseppe Bonanno, Principe di Linguaglossa, sopra le balze di Belvedere nel 1653, il Principe Francesco Platamone in Rosolini nel 1675, il nobile Mario Danieli, Marchese di Bagni, per Canicattini.
Un importante apporto documentale per questo periodo è dato dalla recente pubblicazione della dott.ssa Francesca Fausta Gallo dal titolo "Dal feudo al borgo". 
Da questo saggio rileviamo anche l'elenco dei primi coloni che s'insediarono in pianta stabile nel nuovo centro in case fatte costruire dal duca e poi, successivamente, vendute.e del Colono
Data ContrattoSalme di terraCase da costruireProvenienza
Nome del colonoData contrattoSalme di terraCase da costruireProvenienza
Anselmo Giuseppe24/12/162552Siracusa
Cocula Antonino18/05/162632Siracusa
Salafia Vincenzo02/07/162642-
Salafia Paolo----
Zumbo Sebastiano02/07/1626114Siracusa
Cusimano Vincenzo06/07/16261,52Siracusa
Cartafilica Paolo12/07/162632Siracusa
Simonello Mario12/07/162622Siracusa
Russo Giuseppe---Siracusa
Agnello Antonio30/07/162662-
Romano Antonio07/08/16261fornire calceSiracusa
Nicosia Orazio08/08/162622Siracusa
Greco Antonio08/08/162652-
Mervino Pietro08/08/162662Siracusa
Aparo Antonio11/08/162622-
La Rosa Mariano31/08/162622-
Guglielmino Nicola31/08/162622-
Marotta Vincenzo02/10/162642-
Marotta Mario02/10/1626---
Sempre dall'opera della dott.ssa Gallo, rileviamo che nel 1628 vengono celebrati due matrimoni, mentre dal 1628 al 1636 ne furono celebrati 16:
DATASPOSOORIGINESPOSAORIGINE
1628
Antonio Streva
CaltagironeGeronima AccaputaBuscemi

Antonio RomanoSiracusaVincenza Sant'AngeloMelilli
1629Stefano CarvelloCosenzaSanta RaimondoSiracusa

Natale RizzottoMonterossoSebastiana GiulianoMelilli

Michele GuardabascioMonterossoGiovannella di MaioMelilli
1630Agostino GalluniMaltaMargherita CotajaMalta

Francesco AccaputoBuscemiBartolomea Di GiacomoSiracusa
1631Giuseppe di MarcoFerlaLucia BonannoSiracusa

Didaco GrimputoCalabriaGiovanna ZagarellaSiracusa
1632Sebastiano Sant'AngeloMelilliMaria ScittinoMelilli

Paolo di NataleSiracusaLucia ?Melilli

Michele CamilleroModicaCaterina CaveriMelilli

Antonio VellaMelilliBernardina ItalianaMalta
1633Andrea MangiameliBuscemiAntonia CorteseCaltagirone
1634Sebastiano Sant'AngeloMelilliFlora MazzottaSortino
1636Masi SperanzaFerlaAngela PrestiaFerla
Dopo dieci anni, nel rivelo del 1636,  viene segnalata la presenza a Floridia di 280 abitanti  insediate in un unico quartiere chiamato San Bartolomeo con quattro strade chiamate Bonanno, Colonna, Perno, Lu Borgu. Bonanno era la strada di prima edificazione.
Il rivelo registra per età e stato civile solo i maschi e dall'esame di questi dati si desume per la Floridia del 1600 una giovane popolazione:
ETA'CELIBISPOSATIVEDOVI
15/19102-
20/2496-
25/29-111
30/34-11-
35/39-11-
40/49-122
50/59-6-
>59
-64
TOTALE19657
La dott.ssa Gallo ha poi continuato lo studio di Floridia nel '600 e nel '700 tramite l'esame dei testamenti.
Nel 1628 Floridia contava già ben 551 abitanti, la maggior parte gente proveniente dai paesi vicini come Siracusa, Avola, Noto, Palazzolo, Ferla, Buscemi, Sortino, Chiaramonte Gulfi, Spaccaforno, Giarratana, Vittoria, Modica, Comiso, ed altri provenienti da città più lontane come Catania, la Calabria e Malta. Anche il Duca Bonanno con la famiglia stimava abitare in Floridia diventata a lui molto cara, tanto che quando morì in Siracusa Donna Flavia, sua consorte, nel 1628, Don Lucio Bonanno volle che il suo corpo venisse inumato nella cappella della chiesa Madre di Floridia. Nel 1628 Floridia contava già 100 famiglie e il 3 gennaio del 1629 il Serenissimo Re Don Filippo IV di Spagna concedeva a Don Lucio il titolo di primo Duca di Floridia. Il 6 febbraio del 1658 moriva il Duca Don Lucio Bonanno, fondatore di Floridia, che veniva sepolto accanto alle spoglie della consorte Donna Flavia e del figlio Giovanni, deceduto il 18 maggio del 1650 all'età di 28 anni.  A Don Lucio successe il figlioDon Filippo con gli stessi titoli e prerogative di Casa Bonanno, esponente dei Magistrati siracusani, nel 1649 fu Senatore e "Capitano di Cavalli", e dal 1654 al 1660 fu tra gli Ufficiali e Senatori di Siracusa. Al Duca Don Filippo successe il figlio Duca Don Lucio Bonanno e Diamante, sposato alla nobile Donna Eleonora Scammacca che, morendo il 17 dicembre 1666, venne trasportata da Siracusa a Floridia, per essere tumulata nella chiesa Matrice dopo un pomposo funerale che rimase memorabile nella storia degli Annali di Floridia. Per circa dieci anni il Duca Don Lucio  visse ritirato a vita privata tanto che il Senato di Palermo, con Consiglio tenuto l'1 marzo1667, nominava Collettore delle Gabelle di Floridia un certo Antonino Mendozza. Intanto a Siracusa, e per riflesso anche a Floridia, si avevano tumulti popolari per la grande carestia che portava a sicura morte centinaia di persone e, come se non bastasse, venne anche la guerra tra la Francia e la Spagna nel luglio del 1674, e proprio in quest'anno il Duca don Lucio II  otteneva speciali privilegi per la sua casa ritornando a svolgere, come una volta, la vita pubblica in Siracusa come Senatore (1677-78).  Il 6 di novembre del 1678 moriva a Siracusa Don Lucio II, terzo  Duca di Floridia, e come i suoi antenati, il suo corpo fu tumulato nella chiesa della Matrice di Floridia, in loco separato. 
In venti anni si erano succeduti in Floridia tre Duchi, con un unico intento e programma, e cioè lo sviluppo del nuovo paese e soprattutto lo svincolamento da Siracusa a cui era assoggettato.
Al Duca Don Lucio successe il fratello Don Antonio Bonanno-Diamante che, nel 1677, troviamo Sindaco di Siracusa.  Per lui il programma rimase invariato nei riguardi di Floridia, tanto che il 29 giugno del 1684 ottenne dal Governo Centrale di Palermo l'esenzione dal pagamento delle gabelle dei floridiani a Siracusa. Ma fra tante vittorie sopraggiunse il dolore che colpiva direttamente Don Antonio; infatti nel 1685 decedeva a Catania la di lui moglie, la nobile Polissena-Landolina, anch'essa trasportata poi a Floridia e tumulata con defunti Bonanno.  Questo dolore, unito all'altro lutto del 21-8-1690 che causò la morte di Don Filippo, primogenito di Don Antonio, segnarono una battuta d'arresto nell'attività del Duca Antonio, per cui le cose cominciarono ad andar male.
Il terremoto dell'11 gennaio del 1693 distrusse totalmente Floridia, ma la popolazione, sgombrate le macerie, ricominciò la ricostruzione del paese ch'era durato appena 66 anni dalla sua fondazione. L'ottimo Duca Don Antonio non abbandonò i suoi paesani, anzi li aiutò su quanto essi avevano bisogno, e mentre si era nel vivo della ricostruzione del paese, il 29 di agosto del 1694 decedeva il Duca Don Antonio Bonanno e Colonna a cui succedeva il figlio Don Michele Bonanno e Polissena-Landolina, che seguì le orme dei suoi antenati.
Allorché la Sicilia passava dagli Spagnuoli ai Savoia, il Re se ne ritornò in Piemonte, lasciando il governo della Sicilia ad Annibale Maffei, mentre quattro anni dopo perdeva il suo regno siciliano e il 6 luglio 1718 la Sicilia veniva rioccupata dagli Spagnoli, tranne Messina, Trapani e Siracusa.
Il Vicerè di Sicilia, Don Giambattista De Bett, Marchese di Leida, aveva stabilito il comando delle forze Spagnuole a Floridia, di cui in quel periodo era feudatario il Duca Don Giacomo Nunzio Bonanno-Spatafora, ch'era stato investito il 6 marzo del 1717 ma, data la minore età, si trovava sotto la tutela della di lui madre, Donna Antonia Bonanno-Spatafora, che ne curava i beni e l'amministrazione.
Le forze del Marchese di Leide, accampate a Floridia, facevano leva sui siciliani per cui cercavano di aumentare di numero il loro esercito e vi riuscirono componendovi tre battaglioni, di cui uno si chiamò proprio "Siracusa".



Con questo stato di cose la vita del siracusano era cambiata; difatti a Floridia gli Spagnoli si apprestavano a combattere in nome di Filippo, mentre a Siracusa i Savoiardi si accingevano a dar battaglia in nome di Vittorio Amedeo.
Il 26 marzo del 1718 gli Spagnuoli attaccarono Siracusa infliggendole gravi perdite, ma le forze di Amedeo di Savoia risposero con un attacco il giorno 14 aprile, causando altrettante perdite agli Spagnuoli i quali avevano forze piuttosto superiori a quelle Savoiarde. 
Intanto a Siracusa la vita trascorreva alquanto difficile, specie per la penuria dell'acqua che era stata deviata dagli Spagnuoli, tuttavia giunse il giorno della pace, così al Re Filippo V, per avere rinunciato alla Sicilia, venne assicurato, per il figlio Carlo, Parma e Firenze, mentre Vittorio Amedeo II, nel lasciare anche lui la Sicilia, divenne, nel 1720, Re di Sardegna e l'Austria prendeva possesso della Sicilia dando origine al Regno delle Due Sicilie, di cui fu Re l'Imperatore Carlo VI; ciò avvenne il 17 febbraio del 1720, con la pace dell'Aja. Gli Spagnuoli, accampati a Floridia, levarono il campo il 25 maggio dei 1720 lasciando libero il campo ai nuovi dominatori, gli Austriaci. A Floridia avevano costruito la Chiesa del Giardinello.
Il 24 agosto del 1734 le truppe Spagnuole rioccupavano la Sicilia, e il 27 di settembre il Brigadiere De Solis poneva il suo campo d'azione in Floridia portando le sue avanguardie fino a Terracati, ai Cappuccini, quasi in vista della città di Siracusa, dove si era rifugiato il Vicerè, Conte Sastago, per farne una roccaforte tedesca.  Nel febbraio dei 1735 il De Solis spostò le sue forze fin sotto le mura di Siracusa, mentre il Marchese di Grazia Reale aveva già conquistato Messina e si apprestava a dar man forte al De Solis.  
Le battaglie furono aspre e cruenti, ma il 30 maggio le ostilità furono sospese, il 1° giugno le forze tedesche capitolavano a Siracusa e il 15 giugno si imbarcavano verso Trieste.  Il 17 giugno il Generale spagnuolo, Duca di Grazia Reale, accompagnato dai suoi ufficiali e dalla nobiltà siracusana, entrava solennemente in città prendendone il possesso a nome del nuovo Re Carlo Borbone, Duca di Parma e di Piacenza, Granduca di Toscana.  Col trattato di Vienna del 1738 si ricostituiva il Regno delle Due Sicilie con Carlo III di Borbone.
Intanto dal 1746 Floridia aveva una nuova duchessa, Donna Lucia Bonanno-Spatafora sposata a Don Ignazio Migliaccio dei Principi di Baucina. Purtroppo il suo governo durò appena tre anni giacché essa morì a Siracusa, all'età di 41 anni, il 24 dicembre del 1750, e fu sepolta in Floridia, presso l'Altare del Vangelo della chiesa di  S. Maria del Carmelo.  
Con essa termina la dinastia ducale di Casa Bonanno in Floridia durata oltre 150 anni. 
A quell'epoca Floridia aveva:
- circa quattromila abitanti,
- cinque magnifiche chiese
- e uno sviluppo agricolo di cui viveva molta parte della popolazione.

 
Alla Duchessa Donna Lucia Bonanno successe il suo primogenito, Don Vincenzo Migliaccio-Bonanno, in data 12 gennaio del 1751, che fu l'ottavo Duca di Floridia e il primo di Casa Migliaccio; egli continuò la politica dei suoi avi e portò altre migliorie al paese. 
Il giovane duca sposava, il 10 luglio del 1766, Donna Dorotea Borgia dei Marchesi del Casale, con la quale procreò Lucia, nata il 18 gennaio1770, Ignazio, e Anna; ma essendo deceduto l'erede maschio, Ignazio, l'11 gennaio del 1776 ad appena cinque anni, Lucia rimase l'erede della ducea di Floridia che poi rinvigorì portandola ad una rapida ascesa sia nel campo agricolo come in quello commerciale.
La duchessa Donna Lucia Migliaccio - Borgia, donna di rare virtù, bellissima da ispirare i più grandi artisti, poeti, scultori e ceramisti dell'epoca,  appena undicenne, andò sposa al venticinquenne Benedetto Griffeo-Del Bosco, Principe di Partanna, con il quale procreò ben otto Figli.  A 42 anni rimase vedova e a 44 anni sposò, in seconde nozze, il Re Ferdinando IV di Borbone che aveva già 63 anni.  Il matrimonio fu eseguito in segreto a Palermo, il 27 novembre 1814.  Undici anni dopo, e precisamente il mattino del 4 gennaio del 1825, moriva a Napoli il Re Ferdinando, ma Lucia Migliaccio, ch'era stata una buona moglie, pura ed onesta, lo seguì dopo 14 mesi, e cioè il 26 aprile del 1826.  Il suo corpo fu imbalsamato ed esposto al pubblico nella chiesa di S. Ferdinando.  Ai solenni funerali presero parte i Ministri, Dame e Gentiluomini di Corte.
Nell'anno 1835 troviamo Floridia Comune di 1a Classe, con una popolazione di 7221 abitanti, un'entrata di 1098 onze e 25 tarì di rendite e vari proventi, e quasi una uguale uscita per spese di Amministrazione, varie ed imprevisti. 
Sindaco del Comune è il Dott.  Girolamo Agati ed il Segretario del Decurionato era il Sig. Giuseppe Bombaci. Il nuovo Comune inizia una nuova era e infatti, nel 1840, sotto l'amministrazione del Sindaco Don Raffaele Carbonaro, viene abolita l'usanza di seppellire i morti nelle chiese e viene iniziata la costruzione di un cimitero il cui lavoro fu portato a termine nel 1842. 
Scoppiata la rivoluzione del 12 gennaio del 1848, in pochi giorni i borbonici furono costretti ad abbandonare l'Isola, solo Siracusa e Floridia non poterono parteciparvi a causa delle alluvioni che avevano funestato la zona e del fortissimo terremoto che aveva atterrito la popolazione che, distolta, non aveva altro pensiero che quello di porsi in salvo dalle calamità naturali.  Calmatesi le furie della natura, Siracusa, nella quale vi erano ancora installate le truppe regie costituì un Comitato segreto ed inviarono a Palermo il Barone Pancali, il Lanza e il Bufardeci onde dichiarare l'adesione della città alla causa comune. Ma solo quando il Re ordinava la cessazione delle ostilità,  Siracusa poté avere una Guardia Nazionale, con a capo il Barone Matteo Beneventano del Bosco, e primo risultato fu quello del titolo di Capoluogo, sanzionato con regolare decreto dal Parlamento palermitano per la città di Siracusa. Uguale situazione si svolse a Floridia dove si era formato un Comitato di Liberazione ed una Guardia Nazionale. comandati dal patriota Notaio Ambrogio Gaetano Mazzarella, che dichiarò Floridia solidale al Governo provvisorio di Palermo; e fu il Mazzarella che fece innalzare, sulla Matrice, il primo tricolore italiano. Soffocata la rivoluzione nel sangue, i patrioti Mazzarella, Greco e loro parenti, furono relegati nell'isola di Favignana e Floridia fu posta, ancora una volta, sotto l'incubo straziante dello straniero. Nel 1851 rientrava a Floridia il Sindaco 
Don Bartolomeo Mazzarella il quale, con delibera del 6 aprile 1851 e successive, fece votare i Decurioni favorevoli alla edificazione di una Casa Comunale, degna del fiorente paese in fase di grande sviluppo. Nel 1852  Floridia  contava già 8453 abitanti ed era capocircondario di II classe in provincia di Noto.  Dal suo circondario dipendevano Belvedere, Solarino, Canicattini e Avola. Nel 1859 succedeva al Sindaco Bartolomeo Mazzarella, Don Gaetano Mazzarella che lo amministrò fino al 1865. 
Floridia, annessa, come tutte le città di Sicilia, al Regno d'Italia, inizia una lunga e prosperosa ascesa in ogni campo dello scibile, grazie anche ai suoi bravi amministratori che con vera esperienza e tenacia seppero ridare al novello Comune un  volto pieno di dignità e di grandezza evolutiva. 
All'inizio del '900 furono edificate e completate la Chiesa di Sant'Anna, con all'interno le volte affrescate ed un organo a canne da poco restaurato, e la Chiesa del Carmine o delle Anime del Purgatorio.
A proposito di chiese, ancora oggi è punto di riferimento, anche se distrutta e depredata dai vandali, la Chiesa della Madonna delle Grazie al Giardinello eretta intorno al 1720 dal colonnello spagnolo De Laviefuille e dal ten. colonnello Grimaldi. Comandavano milizie spagnole che, nella guerra scoppiata a seguito della violazione del Trattato di Utrecht da parte della Spagna, assediando Siracusa, avevano posto il campo a Floridia.  A seguito dell'armistizio del 1719, i soldati vollero innalzare, per ringraziamento, la chiesa alla Madonna delle Grazie.
Si svilupparono e concretizzarono nel 1800 le arti ed i mestieri, per come dimostra una tabella sulle industrie produttive nel 1895:

 

FABBRICHEN.OPERAI OCC.GG. LAV./ANNOMERCATI
Sapone55100Provinciale
Agrocotto
Essenza limone arancio
116150Inghilterra e America
Fiammiferi in legno22160Locale
Pasta
5 Torchi a braccio
515300Locale
Frantoi da olio
24 torchi a braccio
24115120Locale
Cordami36
3 adulti
3 bambini
180Locale
Telai domestici
50 cotone -50
Lino/Canapa
100 Mat. miste
200
120Locale
Concerie di pelli2290Provinciale
Tipografie11100Locale
Carretti
(con ornamenti pittati
sulle pareti esterne)
550
30 adulti
20 bambini
180Provinciale
Botti/Barili/Mastelli520180Provinciale
Ceste e panieri12180
Provinciale
Nel 1943 Floridia fu occupata dagli Anglo-Americani e l'allora podestà dei Comune Dott.  Salvatore Adorno, che per essere stato fascista fu deportato nei campi di concentramento americani, fu sostituito, come Commissario provvisorio, dal Dott. Giuseppe Costa, ma il 25 agosto del 1943, per ordine dell'A.M.G.O.T., veniva incaricato all'amministrazione Comunale l'Avv. Salvatore Fiaccavento. Il 27 dicembre dei 1944 veniva insediato a Floridia, come Commissario Prefettizio, il Generale Francesco Bruno che resse il Comune fino al 1945; a questi successero i Consiglieri di Prefettura, Dott.  Antonino Lemi, prima, ed il Dott.  Andrea Di Maria, poi. 
Il 7 dicembre 1945 iniziò a reggere le sorti del Comune un floridiano, il Dott. Giuseppe Pappalardo, che rimase ad amministrare fino alle prime elezioni democratiche, avvenute il 9 aprile 1946, nelle quali venne eletto Sindaco il Prof. Orazio Scalorino.  Da questo momento la rinascita di Floridia è segnatamente decisiva: furono costruite fognature, strade e sistemate alcune piazze, si provvide alla sistemazione della rete idrica interna ed alla delibera per un Giardino Pubblico. 
Man mano che si andava avanti negli anni, si provvedeva per le fognature, Case Popolari, Scuole Medie, un collegio ad iniziativa privata dei Padri Maristi e del Sig.  Carbonaro.
Nel censimento del 1951 Floridia contava 15.391 abitanti.
Floridia oggi ha più di 22.000 abitanti.
L'11 ottobre 1999, il Sig. Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha emesso un decreto, controfirmato dal sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Massimo d'Alema, con il quale si concede al Comune di Floridia lo Stemma ed il Gonfalone.

Lo stemma è sormontato dalla corona ducale che fa riferimento a Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e moglie di Re Ferdinando I delle due Sicilie. Nello scudo le due aquile imperiali ed i colori rosso ed oro del casato d'Aragona, ricordano che Floridia fu creata feudo il 16 aprile del 1286 da Re Federico II d'Aragona con il nome di Xiridia e la donò al milite Gilio d'Assyn. La parte inferiore dello scudo, su campo celeste reca impresso il miglio d'oro, simbolo della casata dei Migliaccio. Sul nastro, sottostante lo scudo, sono incise le parole "XIRIDIA DILECTA".

[dal sito: http://www.crispi10.it] 
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