Castello di Augusta - Memorie Storiche Melyblensi

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Castello di Augusta

Umanistica > Archeologia > Castelli
La fortezza sveva di Augusta
La città di Augusta e il Castello sono stati costruiti per volontà di Federico II che, sin da giovane, aveva mostrato particolare interesse per la Sicilia orientale.
L’attività edificatoria federiciana ebbe inizio nel 1220. Il Castello di Augusta venne costruito per proteggere l’ingresso della nuova città e dare sicurezza agli abitanti, che affluivano numerosi attratti dall’offerta di un appezzamento di terreno da coltivare e dalla possibilità di costruirvi le proprie abitazioni.


La città di Augusta e il Castello sono stati costruiti per volontà di Federico II che, sin da giovane, aveva mostrato particolare interesse per la Sicilia orientale.
L’attività edificatoria federiciana ebbe inizio nel 1220. Il Castello di Augusta venne costruito per proteggere l’ingresso della nuova città e dare sicurezza agli abitanti, che affluivano numerosi attratti dall’offerta di un appezzamento di terreno da coltivare e dalla possibilità di costruirvi le proprie abitazioni.
Il progetto iniziale della città è noto soltanto attraverso ciò che il tempo e le piante hanno tramandato. La preponderanza di un elemento, quale il Castello, ha costituito il polo dal quale si è sviluppato l’abitato con isolati concentrici e con assi viari aventi origine da esso (schema radiocentrico).  
In Sicilia i Castelli federiciani, quali il Castello Ursino di Catania, il Castello Maniace di Siracusa e il Castello Svevo di Augusta, fanno parte di un unico sistema difensivo della Sicilia Orientale, costruiti tutti per volere di Federico II di Svevia ad opera dell’architetto Riccardo da Lentini.
Nell’anno 1232, nel punto più alto della penisola di Augusta, a circa quaranta metri sul livello del mare e in prossimità dell’istmo che la unisce al retro terra, l’architetto Riccardo da Lentini su commissione dell’imperatore inizia la costruzione del Castello, trasformando Augusta in una delle principali piazzeforti del regno.
Sull’ultimazione dei lavori di costruzione del Castello si hanno diverse ipotesi: la prima pone la conclusione dei lavori  al 1239, la seconda ipotesi vuole invece che il Castello sia stato terminato nel 1242.
Il Castello, a forma di quadrilatero, di 62 metri di lato, è caratterizzato da tre torri quadrate in corrispondenza degli angoli, due torri mediane ed una poligonale sul lato meridionale; una quarta, almeno nel progetto originario, doveva sorgere sul lato settentrionale della struttura. Ad oggi però di tale torre non vi è alcuna traccia.
Numerosi elementi lasciano credere che il progetto originario non sia stato completato o sia stato successivamente modificato.
Non esiste alcuna rappresentazione grafica precisa della consistenza originaria del Castello di Augusta, sia per quel che riguarda la planimetria che per quanto riguarda la conformazione dei quattro prospetti esterni e dei quattro prospetti che si affacciano sul cortile interno.
Col tempo gli isolati compresi tra il Castello e la via C. Colombo (indicati in fig. 1 con il colore grigio chiaro) scomparvero per dar luogo alla Piazza d’Armi quando il Regio Demanio Spagnolo prese Augusta sotto la propria giurisdizione nel 1567 e iniziarono, per motivi di carattere militare, imponenti opere di fortificazione.
Alla fine dell’Ottocento, il Castello fu adibito ad istituto di pena per cui subì rilevanti modifiche. Infatti, dopo l’Unità d’Italia, secondo R. Decreto 30 dicembre 1866, molte costruzioni d’uso militare della zona di Augusta furono smilitarizzate.
La trasformazione in penitenziario fu deleteria in quanto, alle soprastrutture spagnole, se ne aggiunsero altre per rendere agevole la vigilanza dei reclusi e migliore la loro vita carceraria. Furono murati archi, ostruiti passaggi, alzati muri divisori e di recinzione, frazionati grandi ambienti, realizzati solai, costruite scale, praticate nuove aperture.
La sua funzione ad uso penitenziario si protrasse per oltre un secolo e cessò  definitivamente nel 1978.

a cura dell'Arch. Roberta De Filippis

Bibliografia:
G. AGNELLO, L'architettura militare civile e religiosa nell'età sveva,  in ASP, Bari, 1960, pp. 149-150.




 
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